3/28/2022

Quando il regista svedese Ingamar Bergman rifiutò l’Oscar

Questa istituzione umilia l’arte” con queste parole il regista svedese Ingmar Bergman rifiutò la nomination al Premio Oscar per il film “Il posto delle fragole” in gara per la miglior sceneggiatura. 

Qui sotto le lettera che scrisse nel maggio 1960. 




3/26/2022

25 marzo 1960: un sottomarino nucleare lancia un missile.

Mentre si dirige verso l'Australia, il sommergibile americano USS Halibut effettua il primo lancio riuscito di un missile guidato da un sottomarino a propulsione nucleare. Varato nel 1959 fu dotato, tra i primi, di 5 missili balistici.

2/19/2022

3 maggio 1960 nasce l’EFTA

Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera e Regno Unito danno vita all’EFTA, Associazione Europea di Libero Scambio per promuovere il libero scambio e l’integrazione economica tra paesi che non appartengono alla Comunità Europea. In pratica si volevano sopprimere le imposte doganali sull’import e sull’export tra questi paesi. La sede dell’associazione è a Ginevra.


1/31/2022

Chi vinse Sanremo nel 1960?

Chi vinse Sanremo nel 1960 fu l’insolita coppia Tony Dallara e Renato Rascel con Romantica. Il Festival si tenne dal 28 al 30 gennaio e andò in onda in Tv e in Radio dalle 22.00. Tony era soprannominato l’urlatore ed era reduce dal successo internazionale di Come prima, mentre Rascel artista poliedrico, aveva scritto qualche anno prima un altro successo internazionale Arrivederci Roma. Romantica vince a mani basse ottenendo 186 voti rispetto agli 84 di Libero del duo Modugno - Teddy Reno. Il festival venne presentato da Paolo Ferrari e Enza Sampò, prima donna ad affiancare il conduttore. 

I cantanti erano un mix di personaggi famosi, da Domenico Modugno (il favorito) a Gino Latilla, da Giorgio Consolini a Nilla Pizzi e di esordienti tra cui i due vincitori e quella che sarebbe diventata poi la grande Mina, all’epoca diciannovenne, ma famosa per un primo posto nella hit parade.

Erano i tempi della guerra fredda ma Sanremo era uno dei pochi eventi musicali che travalicava le frontiere ed era conosciuto e seguito persino in Russia, una benedizione per le case discografiche che facevano a gara nel spingere i vari cantanti. La giuria, anzi le giurie, perché erano due le giurie: la prima formata da 189 spettatori del Casinò estratti a sorte e l’altra di 200 persone, ovvero 10 abbonati per 20 città scelti rigorosamente da un notaio. 

1/27/2022

Ma dove si trova Squaw Valley?

Squaw Valley è in California a 2.000 metri sulla Sierra Nevada! Può sembrare strano ma a Squaw Valley si tennero gli VIII Giochi Olimpici Invernali dal 18 al 28 febbraio 1960. La località californiana batte Innsbruck e Saint Moritz. Al Presidente del Comitato Organizzatore, il ricco avvocato Alexander Cushing,  questo successo gli valse la copertina del Time nel 1959. I paesi partecipanti furono solo 30 con 665 atleti. Germania Est e Germania Ovest si presentarono insieme così come già fatto due Dante le Olimpiade estive nel 1956 a Melbourne.  E l’Italia? In effetti fu l’Olimpiade in cui vinse il numero più basso di medaglie: soltanto un bronzo nello slalom gigante femminile con Giuliana Minuzzo Chenal, un’atleta vicentina ma cresciuta in Valle D’Aosta e madre di due bambine. I giochi furono inaugurati da Richard Nixon, allora Vice Presidente degli Stati Uniti, mentre la cerimonia di apertura fu curata da Walt Disney. Per Nixon era uno dei passaggio della sua campagna elettorale in vista delle elezioni di novembre dove si sarebbe scontrato - uscendo sconfitto - con John Kennedy.

Cosa ricordare di questa edizione? È stata l’unica volta in cui il bob non è stato incluso nel programma delle gare perché con solo nove Paesi che si erano iscritti alla gara, il Comitato Organizzatore si era rifiutato di costruire la pista. Uno smacco per il nostro Eugenio Monti soprannominato Il Rosso Volante , vincitore 4 anni prima a Cortina e candidato alla vittoria. La discesa libera fu vinta dal francese Jean Vaurnet, che negli Anna Settanta insieme a Mario Cotelli diede il via alla Valanga Azzurra con i vari Gustav Thoeni e Pierino Gros. 

Poi nacque l’istant replay una sorta di moviola per rivedere le gara. Ai giudici di gara non era chiaro se una slalomista avesse saltato una porta e così chiesero alla rete CBS-TV la cassetta della discesa per visionare con attenzione il passaggio in discussione.


1/09/2022

Lumumba torna in Congo

 Da Sette del Corriere della Sera del 7 gennaio 2022.

Sabato 8 gennaio

“A Bruxelles si tiene la cerimonia con cui verrà ufficializzata la restituzione alla sua famiglia in Congo delle reliquie di Patrice Lumumba, leader indipendentista congolese ucciso 60 anni fa e sciolto nell’acido. L’ex potenza coloniale restituirà quel poco che è rimasto: un dente del primo leader eletto nella Repubblica democratica del Congo, arrestato del dicembre 1960 e giustiziato a gennaio all’età di 35 anni, per volontà del generale golpista Mobuto (con la compiacenza del governo belga). La restituzione del dente di Lumumba viene letta come una possibile ammissione degli errori del Belgio durante l'epoca coloniale”.


1/02/2022

Muore Albino, l’ultimo cavallo sopravvissuto alla carica di Isbuscenskij

Nel 1960 era ancora vivo il ricordo della Seconda Guerra Mondiale e di numerosi atti eroici compiuti dai nostri soldati. La carica del Savoia Cavalleria contro i carri armati Russi, considerata l’ultima romantica carica del glorioso reggimento, ebbe un successo insperato. La sera del 24 agosto 1942 nella steppa russa 650 cavalieri si scontrarono e tennero testa a 2000 soldati russi.

Albino, il cavallo del Sergente Maggiore Giuseppe Fantini, sopravvisse dopo varie vicissitudini, fino al 21 ottobre 1960 quando ormai, raggiunti i 25 anni, mori di vecchiaia a Merano in un box tappezzato con le foto del suo Sergente. Era diventato un beniamino di tanti bambini che gli scrivevano lettera da ogni parte d’Italia. “La malattia di Albino rappresentava per tutti una pena nella pena, quasi un accanimento della sorte. La povera bestia non dava segno di soffrire; anzi come si conveniva a un cavallo da guerra, teneva un atteggiamento dignitoso..” così racconta Lucio Lami nel libro “Isbuscenskji l’ultima carica” ed. Mursia. 

A fine agosto, durante le prove della festa del Reggimento fece un’ultima sgroppata. Sentito il suono della carica fu colto da un improvviso fremito piantando in asso in giovane cavaliere che lo cavalcava. 

Il giornalista senese Michele Taddei gli dedica pure un libro “Steppa Bianca. Memorie di Albini cavallo di guerra” edito da Cantagalli Editore. 

“Albino era un maremmano nato nel 1932 che, ancora puledro, era stato requisito dall’esercito per essere domato e poi arruolato nel glorioso Reggimento «Savoia Cavalleria» e inquadrato del 2° squadrone. Il Reggimento partecipò con l’Armir alla campagna di Russi, combattendo anche a Isbuscenskij nell’ansa del Don dove la carica degli squadroni è diventata leggendaria.

Il 24 agosto del 1942 il «Savoia Cavalleria» affrontò la ultima carica della storia delle cavalleria italiana : seicento uomini con i loro cavalli riuscirono a disperdere i duemila soldati dell’Armata Rossa. Albino fu ferito a un occhio e a una zampa; non venne abbattuto per rispetto verso il suo eroismo e fu fatto rientrare in Italia. Non più abile al servizio militare, fu ceduto ad un privato. Durante una fiera, alcuni anni dopo, fu riconosciuto da un sottufficiale del «Savoia Cavalleria» , perchè Albino era senza un occhio e aveva una lunga cicatrice sullo stinco destro. L’esercitò lo riacquistò e Albino divenne in breve il simbolo stesso dell’eroismo e del sacrificio del Reggimento e dell’intero esercito italiano e venne istintivamente definito «il cavallo d’Italia».

Il Ministero gli assegnò una pensione che gli consentì di essere mantenuto in una scuderia dell’esercito a Merano fino alla sua morte che avvenne il 21 ottobre del 1960. Aveva 28 anni. La carcassa di Albino fu imbalsamata e ha oggi un posto d’onore nell’androne principale del Reggimento «Savoia Cavalleria» che ha sede a Grosseto. Durante l’anno gli fanno visita le scolaresche e la sua storia viene raccontata come un bellissimo episodio di simbiosi tra Uomini ed animali “con le stellette”, coraggiosi e fedeli”. 


12/31/2021

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Gronchi

Nel 1960, gran parte del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi è incentrato sulla pace e il contesto internazionale. Siamo in piena “Guerra fredda” tra il blocco occidentale e il blocco orientale. Di lì a pochi mesi due eventi che sarebbero entrati nella Storia: il muro di Berlino e poi la crisi dei missili a Cuba. La seconda parte del discorso riguarda i temi della disoccupazione e del divario Nord Sud con un richiamo ai valori della solidarietà europea. Per finire  il centenario dell’Unità d’Italia che si sarebbe festeggiato l’anno successivo.

Qui il link al video: http://presidenti.quirinale.it/Gronchi/video-mp4/vq_1960-12-31.htm

E qui sotto il testo completo 

ITALIANI,

QUELLA CHE, NEI RAPPORTI INTERNAZIONALI, APPARIVA UNA CONGIUNTURA FAVOREVOLE, MI INDUSSE L' ANNO SCORSO, IN QUESTO STESSO GIORNO, A FORMULARE PREVISIONI, SIA PUR CAUTE, DI UN AVVENIRE DI DISTENSIONE E DI CONCORDIA.

INVECE, MENTRE GIÀ SI INTRAVEDEVA LA :POSSIBILITÀ DI CONCRETE INTESE TRA LE NAZIONI PER AVVIARE A SOLUZIONE LE PIÙ PERICOLOSE CONTROVERSIE, OGNI PROSPETTIVA È STATA NUOVAMENTE AVVOLTA DA UN'ATMOSFERA DI OSTILITÀ E DI SOSPETTO.

TUTTAVIA, IO VOGLIO ANCORA CREDERE NELLA SAGGEZZA DEGLI UOMINI CHE REGGONO I DESTINI DEI POPOLI, E NELLA SINCERITÀ DI QUANTI AFFERMANO DI ASPIRARE ALLE. PACE, AFFINCHÈ POSSA E DEBBA TROVARSI LA VIA CHE CONDUCA AD UNA PACIFICA, COESISTENZA, SENZA LA QUALE RIMARREBBE PERENNEMENTE IN PERICOLO LA NOSTRA CIVILTÀ.

DA PARTE SUA, L' ITALIA CONTINUA UNA POLITICA ATTA A FAVORIRE OGNI INIZIATIVA CHE TENDA A CREARE LE CONDIZIONI DI UNA DUREVOLE :PACE; CONDIZIONI CIOÈ DI SICUREZZA E DI COLLABORAZIONE NEL RECIPROCO RISPETTO DELL'INDIPENDENZA E DELLE CIVILI LIBERTÀ.

PERCIÒ NOI ABBIAMO COLTO VOLENTIERI LE OCCASIONI DI INCONTRARCI, COME È AVVENUTO FREQUENTEMENTE DURANTE L'ANNO CHE STA PER CONCHIUDERSI, CON CAPI E GOVERNANTI DI ALTRI PAESI, NELLA PERSUASIONE CHE QUESTI INCONTRI POSSONO VALIDAMENTE CONCORRERE, ATTRAVERSO I CONTATTI DIRETTI E PERSONALI, A STABILIRE FECONDI RAPPORTI DI COMPRENSIONE E DI FIDUCIA.

HO PARLATO DI COLLABORAZIONE, COME STRUMENTO DELLA PACE: E VORREI PORRE SU DI ESSA L'ACCENTO PERCHÈ MI PAR CERTO CHE IN QUESTA PAROLA SI ESPRIMA LA ESIGENZA PIÙ ATTUALE E DETERMINANTE PER REALIZZARE UNA CONVIVENZA CIVILE ED UMANA, SIA TRA GLI UOMINI DI UNA STESSA PATRIA, SIA TRA I POPOLI NEL PIÙ VASTO SPAZIO DEL MONDO.

I PAESI DI LIBERI ORDINAMENTI DEMOCRATICI, CHE IN VIRTÙ DEL LORO SPIRITO DI INIZIATIVA, DELLA LORO CAPACITÀ DI LAVORO, DELLA LORO GENIALITÀ SCIENTIFICA E TECNICA, HANNO RAGGIUNTO UN ALTO GRADO DI PROGRESSO E DI BENESSERE, DEBBONO CONSIDERARE UN DOVERE ED INSIEME UN INTERESSE INDILAZIONABILE L'ADEGUARSI A TALE ESIGENZA COSÌ NEI RAPPORTI INTERNI FRA I LORO GRUPPI SOCIALI, COME NELLE RELAZIONI CON LE NAZIONI DI RECENTE COSTITUITESI IN STATI INDIPENDENTI.

LA PROSPERITÀ CONQUISTATA COLLA COLLABORAZIONE DI TUTTI DEVE ESSERE RIPARTITA EQUAMENTE FRA TUTTI, COME È NORMA DI OGNI COSTITUZIONE CHE TENDA A FORMARE ISTITUTI E COSTUME DI EFFETTIVA DEMOCRAZIA: TRA LE ALTRE, DELLA NOSTRA, CHE ESPLICITAMENTE LA SANCISCE NEL SUO ARTICOLO 3. E DEVE ESSERE INSIEME UTILIZZATA PER UNA RAZIONALE GENEROSA ASSISTENZA ALLE NAZIONI MENO PROGREDITE AL FINE DI METTERLE IN GRADO DI RIDURRE TEMPESTIVAMENTE LE ENORMI DIFFERENZE DEL LORO LIVELLO DI VI TA.

E' QUESTO IL PROBLEMA CENTRALE DELLA NOSTRA EPOCA; PROBLEMA CHE CONDIZIONA L'AVVIAMENTO AD UNA ORDINATA. E PACIFICA CONVIVENZA INTERNAZIONALE, ED INSIEME IL SUCCESSO DEL MONDO LIBERO NELLA GRANDE COMPETIZIONE CHE METTE A RAFFRONTO LA CAPACITÀ DI DUE SISTEMI PER LIBERARE DALL' INFERIORITÀ E DALLA MISERIA I POPOLI ED I CETI SOCIALI PIÙ DISEREDATI.

ED È IL PROBLEMA CHE IO EBBI A PROSPETTARE (MI SIA PERDONATA L'AUTOCITAZIONE) PER L'UN ASPETTO NEL PRIMO MESSAGGIO AL PARLAMENTO ITALIANO E PER L'ALTRO IN PIENO ACCORDO COL GOVERNO DI ALLORA, NEL DISCORSO AL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI.

IO VOGLIO RICHIAMARMI OGGI SOPRATTUTTO A QUESTO SECONDO ASPETTO, ALL'INIZIO DI UN ANNO CHE POTREBBE REGISTRARE VICENDE FORSE DECISIVE PER L'AVVENIRE DEI NOSTRI FIGLI.

SE NON SI COMPRENDESSE L'ESTREMA URGENZA DI UN INTERVENTO COORDINATO E SOLIDALE A FAVORE DEI PAESI SOTTOSVILUPPATI, È FACILE PREVEDERE CHE IL LORO ALTISSIMO TASSO DI INCREMENTO DEMOGRAFICO DA UNA PARTE E LA PERSISTENZA DI UN BASSISSIMO REDDITO PRO-CAPITE DALL'ALTRA, CREEREBBERO UNA CRESCENTE SPEREQUAZIONE FRA POPOLI RICCHI E POVERI NEL MONDO E UNA "LOTTA DI CLASSE" INTERNAZIONALE CHE APRIREBBE PROSPETTIVE ASSAI TRISTI PER LA PACE E PER LA LIBERTÀ.

 

 

ITALIANI,

PONENDO L'ACCENTO SUL PROBLEMA DELLA COLLABORAZIONE TRA I POPOLI, IO NON INTENDO DISSIMULARE O RELEGARE IN SECONDA LINEA IL NOSTRO PROBLEMA NAZIONALE DELLA DISOCCUPAZIONE O DELLA SOTTO-OCCUPAZIONE, E LO SQUILIBRIO TUTTORA IN ATTO FRA NORD E SUD.

MA IO SENTO DJ. POTER CON FIDUCIA AUSPICARE CHE L' AZIONE DEL GOVERNO, LE INIZIATIVE DEGLI IMPRENDITORI CON IL CONCORSO DEI LAVORATORI E DELLE LORO ORGANIZZAZIONI, E TUTTI QUEI :PROVVEDIMENTI CHE POTRANNO ESSERE ADOTTATI NEL QUADRO DELLA SOLIDARIETÀ EUROPEA, CONTRIBUISCANO AD ATTENUARE COL RITMO PIÙ RAPIDO, FINO AD ELIMINARE QUESTO DOLOROSO PROBLEMA PER LA CUI SOLUZIONE ANCHE LA SCUOLA SARÀ EFFICACE STRUMENTO A SUPERARE L'UMILIANTE INFERIORITÀ DELL'IGNORANZA, E FORMARE UNA PIÙ LARGA CATEGORIA DI TECNICI E DI MAESTRANZE SPECIALIZZATE.

HO DETTO: CON FIDUCIA; PERCHÈ MOL TO SI È GIÀ FATTO ED ALTRETTANTO È IN CORSO DI ATTUAZIONE; ED IO SONO SICURO CHE IL COMPITO CHE RIMANE SARÀ RESO PER TUTTI PIÙ IMPEGNATIVO DAL SIGNIFICATO CHE AL NUOVO ANNO CONFERISCE LA RICORRENZA DEL CENTENARIO DELL'UNITÀ NAZIONALE.

QUESTA UNITÀ INFATTI RIMARREBBE ESPRESSIONE ESTERIORE E FORMALE, OVE NON SI IDENTIFICASSE CON L'UNIONE CONCORDE DEGLI SPIRITI, LA QUALE NASCE E VIVE SOLTANTO QUANTO I CONCITTADINI RICONOSCONO NELLA PATRIA LA MADRE SOLLECITA ED EQUA PER TUTTI I SUOI FIGLI.


Fonte: sito del Quirinale

12/28/2021

Il film che hanno incassato di più nel 1960

Fine anno è tempo di bilanci. Per il settore cinematografico riporto un articolo preso da Stampa Sera di martedì 23 maggio 1961 che traccia un bilancio dei film che hanno incassato di più nel 1960. La classifica condotta dalla Siae (Società italiana autori e editori) prende in considerazione i biglietti venduti nei primi nove mesi. Oltre 4 milioni sono i biglietti venduti per “La dolce vita” nettamente al primo posto.

Nel mese di gennaio 1960.... è in testa “David e Golia” con 4.554 giornate di rappresentazione e 2.656.000 biglietti venduti; segue “L'impiegato” con 2.630 giornate e 1.881.000 biglietti; seguono “Cartagine in fiamme” e i “Baccanali di Tiberio“. Nei film usciti nel mese di febbraio è in testa “La dolce vita” che nei primi nove mesi ha registrato 6.119 giornate con 4.340.000 biglietti; secondo, “Scandalo al sole”, e terzo “Il mattatore”.  Tra i film usciti nel marzo “Jovanka e le altre”, dopo i primi nove mesi, su 3798 giornate registrava la vendita di 2.852.000 biglietti; seguono “Improvvisamente l'estate scorsa” e “Il bell'Antonio”. Nei film usciti in aprile “Mondo di notte” in 1967 giornate di spettacolo ha registrato una vendita di 1 milione 954.000 biglietti. Al secondo posto “Chi era quella signora”, al terzo Sposa bella”. Nei film di maggio, in testa “Ballata di un soldato” con 1.057.000 biglietti, in 1385 giornate; secondo “Piaceri del sabato notte”. Nel mese di giugno “Sissi la favorita dello Zar” con 549.000 biglietti in 1048 giornate; seguono “L’Avventura” e “Svegliami quando è finito”.  Nel mese di luglio, dopo appena tre mesi di sfruttamento, al primo posto tra i film posti in circolazione è “Storia di Ruth”; nell'agosto “Sotto dieci bandiere” e nel settembre (ripresa della stagione autunnale) “Adua e le compagne” con. 1.827.000 biglietti venduti in 1.893 giornate di spettacolo. Seguono, rispettivamente, al secondo e terzo posto, “La lunga notte del '43” e “Le pillole di Ercole”.

12/24/2021

Natale 1960: viaggio nel mondo con la Rai.

Il 25 dicembre 1960 era domenica. Qui mi piace riportare una trasmissione RaiNatale nel Mondo”. Una serie di grandi firme del giornalismo - Emanuele Milano, Carlo Mazzarella e Ugo Gregoretti raccontano come si prepara e si vive la festività del Natale nei cinque continenti. 

Il filmato dura 46 minuti e ha degli spunti interessanti: dalla Terra Santa al Kenia (capitale mondiale delle spedizioni di caccia..), dal nuovo aereo dell’Alitalia che sostituisce il quadrimotore e permette di raggiungere il SudAfrica in sole 10 ore alle spiagge dell’isola del Sale in Venezuela dove non piove da 7 anni. 

http://www.teche.rai.it/2018/12/natale-nel-mondo-1960/

Ciccio Ingrassia si sposa con Sara

I più giovani non se lo ricorderanno ma  Ciccio Ingrassia con Franco Franchi diede vita a una delle coppie più comiche del cinema italiano...